Le Balze

Le Balze è un paesaggio della provincia di Arezzo poco conosciuto ma di una bellezza che mi stupisce tutte le volte che ci vado, un paesaggio che cambia con il cambiare delle ore….. quanto il sole cambia il colore di queste rocce.

Le Balze del Valdarno, conosciute anche come Smotte,  è un paesaggio caratteristico, costituite da sabbie, argille e ghiaie stratificate, alte fino a un centinaio di metri, di forme diversificate, intercalate da profonde gole. Queste sono il risultato dell’erosione dei sedimenti  del Valdarno Superiore da parte degli agenti atmosferici e dei corsi d’acqua  dopo il prosciugamento di un lago che ricopriva la zona due milioni di anni fa.

Sono il paesaggio più caratteristico di questa parte della toscana fra Firenze ed Arezzo, paesaggio che ha fatto da sfondo per molti dipinti di Leonardo da Vinci, la famosa Gioconda, nei dipinti di Sant’Anna, nella Vergine delle Rocce, L’Annunziazione e molti altri ….

Leonardo da Vinci osservando le balze del Valdarno capì questi processi con qualche secolo di anticipo rispetto alle teorie moderne sull’erosione e la sedimentazione:

«… questa valle (Valdarno di sopra) riceveva sopra il suo fondo tutta la terra portata dall’acqua di quella intorbidita, la quale si vede ancora a’ piedi del Pratomagno restare altissima, dove li fiumi l’han consumata e in fra essa terra si vede le profonde segature dei fiumi, che quivi son passati, li quali discendono dal gran monte di Pratomagno, nelle quali segature non si vede vestigio alcuno di nichi[1] di terre marine»

 

Un panorama che consiglio di raggiungere percorrendo la strada dei Sette Ponti , una strada di probabile origine etrusca che nei secoli centrali del Medioevo conobbe una particolare fortuna non solo per i collegamenti tra Firenze e i centri emergenti fra le pendici del Pratomagno, ma anche itinerario per Roma come alternativa alla via Francigena. 

La strada, che si sviluppava era punteggiata da un allineamento di chiese plebane: San Pietro a Pitiana, San Pietro a Cascia, Santa Maria a Scò, San Pietro a Gropina, San Giustino Valdarno. Si tratta di chiese che nel loro insieme rappresentano la principale testimonianza dell’architettura romanica religiosa nella regione valdarnese.

Qui, oltre la pieve di San Giustino, in prossimità di Castiglion Fibocchi, appena lasciato Arezzo , la strada supera l’Arno con il grandioso Ponte a Buriano, un manufatto che ha conservato la poderosa struttura medievale a sette grandi arcate e raffigurato da Leonardo da Vinci sullo sfondo della “Gioconda”e della “Madonna dei fusi”.

Lungo la strada in direzione nord si incontra  in direzione Castiglion Fibocchi, con la sua  Pieve di San Pietro a Gropina, romanica (XII sec.), uno degli edifici religiosi più antichi della diocesi aretina. Di particolare suggestione è l’interno, diviso in tre navate con colonne e capitelli, testimonianza  della grande arte del saper scolpire la pietra creando delle opere d’arte che si tramandano nel tempo. Un ambone istoriato a bassorilievi con raffigurazioni umane e animali (un leone, l’aquila e un diacono), sorretto da due colonne annodate e due pilastri, è il capolavoro scultoreo della chiesa.