Teatro Signorelli

Progettato da Carlo Gatteschi nel 1854 è sede ormai da oltre un secolo e mezzo di importanti manifestazioni culturali e teatrali. Di proprietà dell’Accademia degli Arditi, ubicato in piazza Signorelli proprio dove si trovava l’antica chiesa di S. Andrea, fu progettato in perfetto stile neoclassico. La sua loggia ha sette arcate ed internamente due file di otto pilastri con copertura a volte lunettate. Intensa e di qualità è sempre stata la sua consona attività; da molti anni è anche adoperato come cinema, caffè e sala convegni.

Storia del Teatro a Cortona tratte dal Libro “Il Tetro Signorelli di Cortona”

La prima parte del volume, “L’Accademia degli Uniti e l’antico Teatro del Biscione. Uno scorcio inedito sulle origini del teatro a Cortona” inquadra, attraverso la penna sapiente e leggera della dott.ssa Rocchini, la nascita del Teatro Signorelli nella società civile di Cortona soffermandosi sul rapporto secolare della città stessa con l’arte teatrale.
Già nel ‘500, nel Teatro del Biscione,  a Palazzo Casali, all’epoca Palazzo pretorio, sede del tribunale e delle carceri, venivano messi in scena, in volgare, autori come Plauto.
I documenti ritrovati nella Biblioteca e nell’Archivio storico del Comune di Cortona ci parlano di una città dove la musica ,l’arte in generale, già nel XVI secolo, erano  in vivace movimento, grazie anche alla Accademia degli Uniti, centro di discussione culturale fervido e operoso.
Per tutto il  ‘600, le testimonianze documentali riferiscono di numerosi piccoli teatri, nella case nobiliari del centro storico ma anche di palcoscenici “alla buona” per le vie cittadine e nelle campagne.
Un continuo fluire di spettacoli amatoriali, in città e fuori le mura, che diventano occasioni di socializzazione popolare.
Ma soprattutto gli spettacoli che dai grandi teatri di città arrivano a Cortona. Di qui l’esigenza di una struttura teatrale nuova. Un teatro con tre ordini di palchi, 49 palchetti, all’italiana.

Questo diventa il Biscione nel 1646.

“Un luogo dove gli aristocratici avrebbero potuto mostrarsi e celebrarsi- racconta la dott.ssa Rocchini – un teatro riservato alle classi nobili, con i palchetti contraddistinti dagli stemmi di famiglia che dimostrava, però, anche una capacità della città di aggiornarsi alle sollecitazioni della moda, cosa alquanto rara nei piccoli centri. Basti pensare che a Firenze, il teatro La Pergola era stato edificato solo 10 anni prima!”
Il Biscione rimarrà il teatro cittadino fino al 1800, quando la necessità di lavori urgenti, troppo onerosi per l’Accademia degli Uniti che lo gestiva, e per la città, fanno pensare ad un teatro ex novo da realizzare, in un primo momento, in Via Dardano ( nell’edificio che ora ospita la locale stazione dei Carabinieri), e poi in via definitiva nell’attuale sede urbanistica. Il progetto rientrava in un più ampio piano di riqualificazione delle Logge del Mercato che avrebbe portato ad una sistemazione della piazza e ad un allargamento  dell’attuale Via Casali.

Siamo a metà ottocento quando l’Accademia degli Uniti scompare e nasce l’Accademia degli Arditi che, da ormai 150 anni, detiene la proprietà del teatro stesso e ne gestisce le attività culturali.

La storia del progetto architettonico del teatro e della sua esecuzione, è illustrata dall’architetto Pietro Matracchi, nella seconda parte del volume, con particolare riferimento alla sperimentazione di nuovi materiali da costruzione di cui il Gatteschi decide di fare uso nella realizzazione dell’ elegante edificio in stile neoclassico .
Tra le curiosità, le foto del prototipo in scala del teatro Signorelli, restaurato di recente e conservato nei locali dell’Accademia (che meriterebbe di essere esposto al pubblico,  per il godimento di tutti, magari al MAEC!).
Il volume si chiude con una terza parte dedicata a “L’Accademia degli Arditi e all’attività del Teatro Signorelli” .
Con la dott.ssa Sandrelli ripercorriamo gli anni delle feste in teatro, delle opere teatrali scritte per il Carnevale, dei sonetti realizzati per i veglioni. Molti potranno riconoscersi o riconoscere volti del passato, più o meno recente e del presente cortonese in una serie di fotografie che testimoniano la fervida attività del teatro Signorelli lungo il secolo scorso.
Scorrono sulle pagine i cartelloni di spettacoli memorabili, i nomi illustri di attori e cantanti che hanno calpestato le tavole del palcoscenico cortonese, fino ad arrivare agli anni 70 e alla nascita della felice  collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo,  che  rilancia la stagione teatrale cortonese, alla direzione artistica di Giancarlo Zanetti, alle serate del Tuscan Sun Festival, a quelle più recenti del Mix Festival .
Una storia lunga 150 anni, quella del Teatro Signorelli e di Cortona,  celebrata da un volume di pregio che davvero mancava.
Descrizioni tratte dalla presentazione del Libro “Il Teatro Signorelli di Cortona” di Pietro Matracchi, Eleonora Sandrelli e Patrizia Rocchini